restrizioni – Swissact, il portale del Ticino. News e ultime notizie dal Ticino, Svizzera e estero. https://www.swissact.com News e ultime notizie in tutti i settori: politica, cronaca, economia, sport, svizzera, esteri Sun, 28 Mar 2021 08:26:00 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.7.11 Le restrizioni sono controproducenti nella lotta al coronavirus, ora uno studio lo prova! https://www.swissact.com/le-restrizioni-sono-controproducenti-nella-lotta-al-coronavirus-ora-uno-studio-lo-prova/ Sun, 28 Mar 2021 08:23:23 +0000 https://www.swissact.com/?p=2961 I governi di molti paesi stanno presentando le attuali restrizioni (spesso simili ad una dittatura sanitaria) come misura necessaria nella lotta contro la pandemia di coronavirus. Come stanno andando davvero le cose? Un anno fa, all’inizio dell’annuncio della pandemia, nessuno disponeva di statistiche affidabili. Adesso ci sono e basta leggerle ed interpretarle. L’ultimo studio sulla rivista Nature (qui trovate lo studio integrale), basato su dati di 87 paesi, indica che le restrizioni governative non aiutano a prevenire l’ulteriore diffusione del virus; le restrizioni rovinano solo la vita della popolazione.

lockdown le restrizioni rovinano solo la vita della popolazionePer molte persone, i blocchi rappresentano un mezzo “logico” per combattere la diffusione dei virus. Questo approccio, tuttavia, non si basa su dati scientificamente ricercati, ma piuttosto dettato dalla paura che i governi ed i media ci hanno inculcato sino ad oggi.

In effetti, i blocchi non fanno nulla per impedire l’ulteriore diffusione del coronavirus. Quattro scienziati di fama mondiale sono giunti a questa conclusione nel loro studio: Ricardo Savaris, Guilherme Pumi, Raphael Kunst e Jovani Dalzachio. La loro ricerca è pubblicata sulla rispettabile rivista scientifica Nature.

Gli scienziati hanno cercato di stabilire se l’introduzione di un lockdown influisce sul tasso di mortalità da coronavirus. A tal fine, i dati di 87 paesi del mondo sono stati analizzati dal 24 febbraio al 23 agosto 2020. A quanto pare, le restrizioni governative si sono rivelate controproducenti nella lotta contro la pandemia.

I risultati dello studio non ci consentono di stabilire che il tasso di mortalità da coronavirus diminuisca durante il blocco“, affermano in coro gli scienziati.

Secondo gli autori, esempi come Irlanda e Perù sono indicativi. In Irlanda, dal 29 giugno 2020 sono stati aperti pub, ristoranti e parrucchieri, senza l’obbligo di indossare una mascherina. Nei mesi successivi, la mortalità per coronavirus non solo non è aumentata. Al contrario, l’indicatore ha iniziato a diminuire.

Al contrario, le autorità peruviane hanno imposto alcune delle più severe restrizioni di quarantena al mondo. Tuttavia, il blocco non ha fermato in alcun modo la diffusione del coronavirus: il tasso di mortalità per milione di abitanti a causa dello stato disastroso del sistema sanitario locale e degli strani rituali dovuti alle credenze pagane è rimasto uno dei più alti nel mondo.

In tutto il mondo, il blocco stesso è considerato la prigione della società moderna ed ha già causato danni irreparabili alla vita dei cittadini.

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Negozi, musei e zoo riapriranno il 1 marzo, chiusi i ristoranti! https://www.swissact.com/negozi-musei-e-zoo-riapriranno-il-1-marzo-chiusi-i-ristoranti/ https://www.swissact.com/negozi-musei-e-zoo-riapriranno-il-1-marzo-chiusi-i-ristoranti/#comments Wed, 17 Feb 2021 15:40:01 +0000 https://www.swissact.com/?p=2805 Negozi, musei e persino zoo dovrebbero riaprire il 1° marzo. Ma non ancora i ristoranti, il Consiglio federale ha presentato i primi allentamenti ma i Cantoni devono ancora accettarli.

Infezioni, ricoveri e decessi sono diminuiti nelle ultime settimane, così ha dichiarato il governo. La situazione epidemiologica resta però fragile e incerta, a causa delle nuove varianti che rendono più contagioso il coronavirus.

Il numero di casi legati a queste mutazioni raddoppia ogni 10-14 giorni. La riduzione complessiva dei casi dovrebbe quindi rallentare nel prossimo futuro, ma non è neppure escluso un ulteriore aumento dei casi.
Sembra quasi di giocare all’lotto! Per questo il Consiglio federale propone una riapertura cauta e graduale. Solo le attività a basso rischio di infezioni saranno nuovamente autorizzate il 1 ° marzo.

La follia del Consiglio federale ha nuovamente colpito! In modo particolare tutta la fascia legata alla ristorazione che ormai non ha più nessuna risorsa. Il Consiglio federale con le sue ammissioni crea ancora più confusione e panico, da una parte fanno intendere che si vede la luce in fondo al tunnel e dall’altra adottano regole da guerra fredda, ormai l’operato del Governo è incomprensibile. Nel tentativo di non sbagliare, stanno sicuramente mettendo la Svizzera ed i ristoratori in ginocchio!

Tutti i negozi potranno riaprire i battenti, ma con un numero di clienti limitato, come d’altronde era già il mese di dicembre. Saranno nuovamente accessibili anche musei, sale di lettura, biblioteche o archivi, centri ricreativi all’aperto, come zoo o giardini botanici. Indossare una maschera sarà obbligatorio, le distanze dovranno essere mantenute e le capacità di accoglienza limitate.

Gli impianti sportivi, come piste di pattinaggio e campi da tennis o da calcio, saranno nuovamente aperti. Potranno però accedervi gruppi di massimo cinque persone, restano vietate competizioni ed eventi per adulti.

I giovani fino a 18 anni potranno usufruire di offerte culturali e sportive, la fascia di età ha particolarmente sofferto di misure restrittive, osserva il governo, e con questo atto di lungimiranza permette ai ragazzi di andare allo zoo e in biblioteca!

Flessibilità anche per raduni all’aperto. Potranno incontrarsi fino a quindici persone.

Altri allentamenti potrebbero essere decisi il 1° aprile, speriamo non ci facciano il classico “Pesce”, se la situazione epidemiologica lo consentirà. Ciò potrebbe includere la riapertura delle terrazze dei ristoranti o la possibilità di praticare sport al chiuso e organizzare eventi culturali o sportivi con il pubblico.

Tuttavia, devono essere soddisfatte diverse condizioni, il tasso di positività deve essere inferiore al 5%, l’occupazione dei letti di terapia intensiva da parte dei pazienti Covid inferiore al 25%, il tasso di riproduzione inferiore a 1 e l’incidenza sui 14 giorni al 24 marzo non superiore a quella del 1° marzo. Il governo specifica, tuttavia, che gli allentamenti non saranno in alcun modo automatici.

I Cantoni devono ancora votare sul pacchetto di allentamento. Il 24 febbraio il Consiglio federale prenderà una decisione definitiva.

Con questa strategia è abbastanza evidente l’obiettivo del governo di tenere chiusa ancora la ristorazione sino ad almeno dopo Pasqua, infischiandosene serenamente delle migliaia di persone che stanno stramazzando a causa delle loro decisioni, e dimenticandosi anche di moltissimi cittadini obbligati a restare in macchina ogni giorno con un panino non avendo un posto dove potersi fermare durante la pausa di pranzo, ma cosa veramente triste non é importato a nessuno delle 300’ooo firme che chiedevano un’allentamento anche della ristorazione.

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Nessun allentamento, probabilmente le restrizioni proseguiranno https://www.swissact.com/nessun-allentamento-probabilmente-le-restrizioni-proseguiranno/ Thu, 04 Feb 2021 07:12:56 +0000 https://www.swissact.com/?p=2631 Secondo il consigliere federale Alain BersetNon è realistico allentare le misure prima di fine febbraio” con queste parole il Berset fa capire la direzione del consiglio Federale, ignorando di fatto la richiesta del presidente dell’UDC Marco Chiesa il quale chiedeva un lieve allentamento delle restrizioni.

Benché le cifre dei contagi stiano notevolmente migliorando quotidianamente dice Berset l’incertezza legata ai nuovi ceppi mutati non permette nessun genere di allentamento, anzi: Berset ha chiaramente fatto capire che probabilmente le misure restrittive tuttora in atto potrebbero essere ulteriormente prolungate.

Alain Berset no ad allentamenti sul territorio Svizzero“Attualmente ha detto Berset siamo in una situazione simile a quella di inizio ottobre, con la differenza che le mutazioni inglese e sudafricana sono del 40-50% più contagiose” sembra inoltre che malgrado le restrizioni in alcuni Cantoni l’indice di riproduzione abbia già superato il fatidico 1 considerato zona di allerta, malgrado il lockdown stia minando in modo indiscutibile la vita quotidiana delle persone.

Con le dichiarazioni di Berset non è ovviamente d’accordo Marco Chiesa, il quale avrebbe voluto un minimo di allentamento, sempre con rigore e massimo rispetto delle regole e delle distanze sociali, “A mio parere si sta pesantemente sottovalutando l’impatto che il lockdown sta avendo sulla popolazione” dice Chiesa, che indipendentemente dal partito di appartenenza è appoggiato da molti cittadini.

In Svizzera ed in modo particolare in Ticino la popolazione è ampiamente divisa, c’è chi vorrebbe degli allentamenti per poter tornare pur con attenzione ad una vita quasi normale chi invece urla a gran voce per mantenere l’attuale situazione, se non inasprirla ulteriormente. Ci stiamo dimenticando che sicuramente il problema della Pandemia da Covid-19 non si risolverà in tempi brevi e che molto probabilmente dovremo conviverci per parecchio tempo, forse anni, pertanto un alleggerimento delle restrizioni potrebbe sicuramente giovare a tutta la popolazione, che inizia ad accusare in modo profondo l’attuale situazione.

Il consiglio Federale fortunatamente non ha preso in considerazione la richiesta del Consigliere di Stato Norman Gobbi che chiedeva ulteriori restrizioni ai confini, ma Gobbi, promette che tornerà alla carica: “Solleciteremo ancora il Consiglio federale per avere una risposta. Le misure messe in atto hanno permesso al Ticino di far calare i contagi, ma le persone iniziano a far fatica a rispettare le norme“.

É stata inoltre allargata dal consiglio Federale la cerchia di persone che avranno diritto alla vaccinazione gratuita tra queste: il personale diplomatico e sicuramente i frontalieri che lavorano nelle nostre strutture sanitarie. Il tutto con una spesa che si aggira intorno ai 3,5 milioni di franchi per 150.000 persone.

In pratica la situazione sta sfuggendo di mano e per evitare una terza ondata ormai si è in grado di applicare esclusivamente restrizioni, dimenticandosi che la popolazione è stanca, molto stanca, ed anche le piccole imprese del nostro paese sono ormai in affanno per la chiusura forzata, in prima linea i ristoranti che malgrado gli aiuti, molti non vedranno più la riapertura.

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Nuove restrizioni in Svizzera dal 18 gennaio, aumenta la confusione https://www.swissact.com/nuove-restrizioni-in-svizzera-dal-18-gennaio-aumenta-la-confusione/ Thu, 14 Jan 2021 12:36:52 +0000 https://www.swissact.com/?p=2288 È di ieri 13 gennaio l’ultima conferenza stampa del Consiglio Federale inerente il coronavirus (COVID-19) si è tramutata in un semi lockdown, con regole che a detta di molti porteranno solo ad altra confusione, a decine di fallimenti e sicuramente non risolveranno il problema. Ripeto inoltre la solita indignazione per il fatto che tutte le conferenze vengano proposte in tedesco e ripetute in francese e vice versa, la lingua italiana non viene neppure considerata, è veramente umiliante il fatto che i nostri rappresentanti politici debbano necessariamente parlare tedesco e francese ed invece i politici d’oltre alpe si debbano limitare alla loro lingua madre o poco più.

Torniamo alla conferenza stampa che da lunedì 18 gennaio impone a tutti i Cantoni nuove restrizioni per lo più completamente inutili, che vanno a penalizzare esclusivamente una fascia molto ristretta di lavoratori, che da mesi si stanno prodigando per rimanere aperti applicando alla lettera tutte le disposizioni di ogni genere.

Praticamente: Negozi chiusi, obbligo di home office, nessun incontro con più di 5 persone: il Consiglio federale vuole fermare il virus mutato con queste misure.

Il Consiglio federale proroga di cinque settimane le misure precedenti. Anche ristoranti, istituzioni culturali, impianti sportivi e strutture ricreative rimarranno chiusi fino alla fine di febbraio, come annunciato dal Consiglio Federale.

Tuttavia, le scuole dell’obbligo rimangono aperte. I Cantoni hanno potere di decidere in merito alla chiusura delle scuole e all’apertura e chiusura dei comprensori sciistici.

Viene invece abrogato il regolamento secondo cui i negozi di alimentari, i distributori di benzina e le edicole devono chiudere la domenica e dopo le 19:00. Anche i fornitori di servizi come i parrucchieri rimangono aperti durante il giorno e nei giorni feriali.

Le misure vengono nettamente rafforzate in tutta la Svizzera la giustificazione è legata all’arrivo delle nuove varianti di virus altamente contagiose che hanno raggiunto la Svizzera dalla Gran Bretagna e dal Sud Africa: secondo le prime stime, il rischio di infezione è dal 50 al 70% più alto con le nuove varianti.

Come in primavera, non solo i ristoranti ma anche i negozi saranno nuovamente chiusi.  Il Consiglio federale ha sempre raccomandato ai dipendenti di lavorare il più possibile da casa, ma non un obbligo. Da lunedì, i datori di lavoro sono obbligati a organizzare l’home office – “ove possibile e può essere implementato con uno sforzo ragionevole”. Tuttavia, secondo il Consiglio federale, i dipendenti non hanno diritto a nessun rimborso per elettricità e l’affitto.

Come misura finale, su richiesta della Conferenza dei Direttori Sanitari, vengono specificate le condizioni per una dispensa dall’utilizzo della maschera: Coloro che sono esonerati dall’uso della mascherina devono ricevere un certificato da un medico o psicoterapeuta.

Alcune domande vengono spontanee:

1 -Non si è praticamente parlato dell’argomento Scuola, quando ormai ci sono decine di studi che spiegano semplicemente il motivo per il quale anche gli alunni delle scuole sono da ritenersi pericolosi diffusori del contagio, é di pochi giorni fa la ricerca del ETHZ con tutte le spiegazioni del caso.

2- È altrettanto inspiegabile come su una popolazione totale nel 2019 di 351.491 (fonte) dove si evidenzia che meno del 53% è produttiva

si permetta ad oltre 70000 persone frontaliere (fonte) di entrare quotidianamente nel nostro Cantone senza il benché minimo controllo, il tutto senza voler essere tacciato di populismo.

3- Le stazioni sciistiche possono svolgere la loro missione, ed è vero che lo sci viene svolto all’aria aperta, ma il vero problema sono gli impianti di risalita sempre pieni ed affollati. I ristoranti invece, pur avendo attuato tutte le misure necessarie per svolgere in buona sicurezza il servizio sono chiusi dal 20 dicembre sino a data da destinarsi, si parla di riapertura a fine febbraio e oltre. In tutto questo il buon senso e il principio di equità dove stanno?

Per concludere, chi è in grado di decidere quali siano i beni di prima necessità? per qualcuno potrebbe essere acquistare un paio di scarpe, per altri avere un vestito e per altri potersi comperare un orologio.
𝑺𝒊 𝒔𝒕𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒍𝒆𝒕𝒕𝒆𝒓𝒂𝒍𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒎𝒆𝒕𝒕𝒆𝒏𝒅𝒐 𝒂𝒍 𝒎𝒖𝒓𝒐 𝒍𝒆 𝒑𝒊𝒄𝒄𝒐𝒍𝒆 𝒂𝒕𝒕𝒊𝒗𝒊𝒕𝒂̀ 𝒆 𝒈𝒍𝒊 𝒂𝒓𝒕𝒊𝒈𝒊𝒂𝒏𝒊 che vivono con gli incassi del proprio lavoro a favore delle grandi catene, delle multinazionali e delle classi sicuramente più agiate..
Da lunedì 18 vedremo la gente ormai stanca fare la fila fuori dai vari DoIT, Brico, negozi di fiori con l’illusione in questo modo di riconquistare un pezzettino di libertà che ci vien tolta quotidianamente.

Soluzioni? Opportunità uguali per tutti serietà e meno confusione nelle decisioni.

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