animali – Swissact, il portale del Ticino. News e ultime notizie dal Ticino, Svizzera e estero. https://www.swissact.com News e ultime notizie in tutti i settori: politica, cronaca, economia, sport, svizzera, esteri Wed, 10 Feb 2021 15:48:26 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.7.11 Punture di insetto negli animali https://www.swissact.com/punture-di-insetto-negli-animali/ Wed, 10 Feb 2021 15:48:19 +0000 https://www.swissact.com/?p=2736 In Europa sono estremamente rare le specie di antropodi il cui morso può essere pericoloso per la vita di uomo e animali, ma può essere possibile una reazione anafilattica anche ad una semplice puntura di insetto ed in questo caso è necessario intervenire subito.

La cute si arrossa, tende a gonfiarsi ed appare dura e tumefatta; il forte prurito costringe l’animale a leccare e grattare la parte colpita. Se l’insetto è entrato nella bocca, l’animale apre e chiude le mandibole, producendo molta salivazione.

Cosa fare?
1) Calmare la bestiola innervosita dal prurito e dal dolore.
2) Applicare ghiaccio o tamponare con acqua fredda per lenire il dolore ed impedire l’eccessivo gonfiore;
3) Controllare che il pungiglione non sia penetrato all’interno della cute. In questo caso (senza comprimere la zona ), praticare una piccola incisione ed estrarre il pungiglione con una pinza sottile sterile. Continuare poi con gli impacchi freddi;
Si consiglia estrema cautela nell’uso dei primi soccorsi; la patologia può essere aggravata dall’utilizzo incauto delle tecniche di incisione (emorragie). Meglio immobilizzare l’animale e trasportarlo subito dal veterinario. 

Come evitare i morsi

La prevenzione deve avvenire su diversi fronti, si deve agire sia sul corpo sia nell’ambiente, esterno e domestico. I repellenti non hanno tutti lo stesso meccanismo d’azione e, fatto sorprendente, poco si sa su come questi agiscano.
Inoltre gli insetti reagiscono in modo differente alle varie sostanze. Per essere efficace un repellente deve possedere un grado di volatilità che consenta il mantenimento di una concentrazione efficace sulla superficie cutanea, senza evaporare troppo in fretta.

Tra i fattori che influenzano l’attività ci sono la frequenza e l’uniformità di applicazione, il numero e le specie di insetti presenti, le caratteristiche attrattive del soggetto, l’evaporazione e l’assorbimento del repellente attraverso la cute, un’elevata temperatura ambientale e altre condizioni atmosferiche sfavorevoli come il vento o la pioggia.
Ogni aumento di 10 °C della temperatura esterna può ridurre fino al 50 per cento il tempo di protezione di un repellente. E’ necessario applicare i prodotti su tutto il corpo, dato che gli insetti si posano sulle zone non protette già a pochi centimetri dall’area trattata. Vitamina B1, aglio e lievito di birra (ricco di vitamine del gruppo B) vengono talvolta impiegati come repellenti somministrati per via orale, in quanto la loro diffusione cutanea avrebbe l’effetto di allontanare molti tipi di insetti. A oggi, tuttavia, i risultati di numerosi studi clinici smentiscono questa proprietà.

Fitorepellenti 

I vegetali i cui oli essenziali hanno un effetto repellente sono la citronella, il cedro, il prezzemolo, la menta, la verbena, il geranio, la lavanda, il pino, la cannella, il rosmarino, il basilico, il timo, l’aglio, la menta piperita e il pimento.

Per tutti la durata d’azione è limitata nel tempo. L’olio di citronella, che ha un profumo di limone, è il più usato. I preparati che contengono lo 0,05 per cento di olio essenziale forniscono una protezione di circa 40 minuti.

Ciò rende necessario ripetere di frequente l’applicazione. Le candele contenenti il tre per cento di citronella e gli incensi al cinque per cento possono ridurre del 42 per cento le punture di insetti. Una candela normale riduce comunque le morsicature del 23 per cento grazie al solo effetto della fiamma che elimina l’umidità.

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Toxoplasmosi https://www.swissact.com/toxoplasmosi/ Fri, 25 Dec 2020 14:26:53 +0000 https://www.swissact.com/?p=1754 Tra le patologie che gli animali possono trasmettere all’ uomo (zoonosi) la toxoplasmosi è forse la più famosa e riveste una notevole importanza in quanto, anche se non è eccessivamente dannosa per gli individui adulti, è invece drammaticamente pericolosa per quelli immunodepressi (malati di tumore sottoposti a chemioterapie, malati di aids, etc.) e per il feto.

Proprio quest’ultima forma di patogenicità fa sì che la toxoplasmosi sia tra le patologie controllate e su cui si informa dettagliatamente il paziente umano, all’ atto della diagnosi positiva di gravidanza.

Cos’è dunque questo mostro di cui si sta parlando e di tanta feroce cattiveria! Non è altro che un microrganismo, un protozoo, del diametro di 4 – 17 millesimi di millimetro (cioè 4-17 micron) denominato Toxoplasma Gondii, parassita dell’ intestino dei felini domestici (com’è il GATTO) e selvatici.
In questi ospiti è pressochè asintomatico, causa al massimo una lieve enterite e il gattino costituisce la fonte primaria di diffusione, con le proprie feci, di una delle due forme infestanti: le OOCISTI ( percentuale di pericolosità bassa).
Il giovane gatto si infesta ingerendo l’altra forma infestante, la CISTI TISSUTALE (con alta percentuale di pericolosità) contenuta nelle carni delle prede che la madre cattura per lo svezzamento. Le oocisti sono eliminate in maniera massiccia per 1-2 settimane, poi l’animale diviene resistente e non ne diffonderà più, tranne alcuni casi di portatori asintomatici che in seguito ad eventi immunodepressivi (gravidanza, terapie con corticosteroidi) potrebbero riprendere l’attività eliminativa.

Da notare è il fatto che l’oocisti appena emessa NON è infestante, quindi non pericolosa, infatti necessità di almeno 24 ore (tempo di sporulazione) per acquisire la propria capacità patogena . In seguito a quanto esposto quindi si possono trarre le seguenti conclusioni:

1. Il gatto ed i felini sono gli unici eliminatori di oocisti, per lo più in seguito ad infestazioni inapparenti.

2. L’oocisti NON è pericolosa prima di 24 ore dalla sua emissione, quindi la pulizia della lettiera deve essere giornaliera, meglio ancora se non viene effettuata da gestanti o potenziali gestanti, al massimo usare guanti o lavare accuratamente le mani.

3. E’ più facile infestarsi con l’ ingestione di carni crude, poco cotte (roast-beef, carpaccio,etc.) e verdure non ben lavate che direttamente dal gatto.

4. Prima di un’eventuale gravidanza consultare il proprio medico per i test appropriati, in quanto l’infestazione pregravidica con toxoplasma comporta un’immunità residua.

5. L’infestazione contratta al di fuori della gestazione è asintomatica, tutt’al più caratterizzata da febbriciattola ed ingrossamento linfonodale.

6. Solo il 10% delle infestazioni in gravidanza conduce a malformazioni (idrocefalo*, retinocoroidite**, insufficienza epatica), natimortalità o aborto.

7. La percentuale di gatti positivi ai test per questa patologia sia avvicina, in certe zone, al 90%.

Concludendo si può affermare che la Toxoplasmosi è una zoonosi importante, di provata pericolosità e di sottostimata diffusione ambientale, anche se quanto esposto non deve ingenerare inutili allarmismi, ma neanche futili minimalismi; il problema va affrontato con serietà e coscienza, ai fini di una corretta e rigorosa profilassi, che in definitiva rappresenta la migliore linea di condotta per la salvaguardia della salute umana.

*Idrocefalo= Accumulo di liquido all’interno delle cavità cerebrali (ventricoli c.) con fenomeni compressivi sul tessuto nervoso accompagnati da deterioramento mentale e convulsioni, a volte comporta deformità delle ossa del cranio.

**Retinocoroidite= Infiammazione della retina e della parte interna della camera posteriore dell’occhio.

Paolo

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