alain berset – Swissact, il portale del Ticino. News e ultime notizie dal Ticino, Svizzera e estero. https://www.swissact.com News e ultime notizie in tutti i settori: politica, cronaca, economia, sport, svizzera, esteri Fri, 19 Mar 2021 17:39:21 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.7.11 Il CEO di Swatch Nick Hayek critica la “cattiva gestione” del Consiglio federale https://www.swissact.com/il-ceo-di-swatch-nick-hayek-critica-la-cattiva-gestione-del-consiglio-federale/ Fri, 19 Mar 2021 17:38:47 +0000 https://www.swissact.com/?p=2933 il Ceo di Swatch Group Nick Hayek ha accusato il governo di incompetenza

Nick Hayek CEO di Swatch Group e uno degli imprenditori Svizzeri più famosi del nostro tempo, è noto anche per le sue dichiarazioni spesso poco diplomatiche e molto dirette. In un’intervista con la Neue Zürcher Zeitung, l’imprenditore ha accusato il governo Federale di prorogare ingiustificatamente le restrizioni nel nostro paese. La critica è diretta principalmente ai ministri socialisti – Alain Berset e Simonetta Sommaruga.

Nick Hayek, a capo dello Swatch Group, ha espresso ciò che molti pensano ma non osano dire pubblicamente: il blocco delle attività in Svizzera è stato e rimane un errore. La sinistra del governo Svizzero ha mostrato la sua incompetenza ed il fallimento nella lotta contro la pandemia.

Tu (riferito al governo svizzero) puoi sbagliarti. Ma devi servirti da lezione, cosa che non è accaduta“, ha riassunto il signor Hayek.

Nella sua intervista, ha anche ricordato che nel luglio 2020 lui e altri rappresentanti dell’economia e della scienza sono stati invitati a un ritiro organizzato dal Consiglio Federale. Nick Hayek, riferendosi all’esperienza di una serie di paesi asiatici, ha chiesto una scelta a favore di una strategia pragmatica per combattere il coronavirus; le restrizioni ed il lockdown erano e rimangono controproducenti.

Tuttavia, sia allora che oggi, la maggioranza di sinistra nel Consiglio federale ha ignorato qualsiasi consiglio. Il signor Hayek ha sottolineato che il seminario con il governo era più simile a un “incontro per dare spettacolo” che ad un incontro per migliorare la situazione della Svizzera.

È interessante notare che il capo dello Swatch Group ha rilasciato la sua intervista al quotidiano pubblico Neue Zürcher Zeitung. La crisi intorno alla pandemia ha messo a nudo il problema della libertà di parola nella nostra amata Confederazione: è deplorevole, ma la radio e la televisione di Stato, nonché il suo ufficio di traduzioni SwissInfo, subordinato al dipartimento di Simonetta Sommaruga, presentano notizie sempre e solo a favore delle autorità senza mai un minimo di senso critico e senza permettere la pubblicazione di notizie contrarie.
Qui l’articolo riportato anche da luzernerzeitung in quanto NZZ é totalmente a pagamento

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Il Consiglio Federale decide di non decidere, ancora chiuse molte attività. https://www.swissact.com/il-consiglio-federale-decide-di-non-decidere-ancora-chiuse-molte-attivita/ Fri, 19 Mar 2021 17:00:02 +0000 https://www.swissact.com/?p=2930 Sono consentiti incontri privati ​​con dieci persone, questa è stata la massima misura di allentamento decisa oggi dal Consiglio federale.

Da lunedì saranno nuovamente possibili incontri privati all’interno ​​con dieci persone invece di cinque. Per il momento, il Consiglio federale a causa della paura per una possibile terza ondata ha preferito come al solito non allentare ulteriormente le misure restrittive in vigore, malgrado l’immensa pressione della politica e degli affari, in questo modo sicuramente saranno molti più i malati di depressione che di Covid.

Ovviamente non è stata in nessun modo messa in discussione nessuna mozione che in un momento così difficile per il paese diminuisse lo stipendio dei membri del CF che ammonta a quasi mezzo milione di franchi a testa! (vedi qui)

Una settimana fa, oltre all’abrogazione della regola delle cinque persone, il Consiglio federale aveva lasciato intravvedere tra l’altro, la rapida apertura delle terrazze dei ristoranti, degli sport indoor e degli eventi culturali e sportivi con un numero di pubblico limitato, malgrado queste esigenze richieste da gran parte dei Cantoni e delle associazioni di imprese, il CF ha preferito nuovamente non decidere, malgrado come ha fatto notare un giornalista durante la conferenza stampa i numeri non siano così allarmanti come viene raccontato.

Il Consiglio federale ha discusso sulle richieste del Consiglio nazionale, che richiedeva aperture più ampie“, ma tuttavia, la situazione epidemiologica secondo le prospettive degli esperti non consente la seconda fase di apertura. Il numero di infezioni è aumentato costantemente, la situazione secondo il CF è notevolmente peggiorata.

Secondo la task force scientifica, (che sino ad oggi non ne ha mai azzeccata una) il numero di infezioni dovrebbe raddoppiare ogni tre o quattro settimane. Il Consiglio Federale fa inoltre riferimento alla situazione in tutti i paesi vicini, lì i numeri sono aumentati, anche se le misure sono in alcuni casi molto più rigorose che in Svizzera.

D’altronde tre dei quattro parametri di riferimento utilizzati dal Consiglio federale non vengono raggiunti da diversi giorni. Nello specifico, l’incidenza a 14 giorni è salita a oltre 200 per 100.000 abitanti, il tasso di positività è superiore al 5% e il numero di riproduzioni è di 1,14 significativamente superiore a 1.
Solo l’utilizzo di posti di terapia intensiva con pazienti Covid 19 è di molto inferiore al valore della linea guida specificato.

Con una fase di apertura globale, il rischio di un aumento incontrollato del numero di casi è attualmente troppo grande, scrive il Consiglio federale. Inoltre, vengono vaccinate troppo poche persone (anche qui viene spontaneo domandarsi di chi sia la colpa) per evitare un forte aumento dei ricoveri. L’obiettivo è mantenere la buona posizione di partenza per la campagna di vaccinazione nei prossimi mesi e per la prossima fase di apertura dopo Pasqua.

Ci sarà da aspettare il prossimo 14 aprile perché il Consiglio federale decida se la fase di apertura delineata la scorsa settimana potrà mai entrare in vigore.

Ma come d’abitudine il Consiglio federale frena: “Occorre ancora molta cautela e si raccomanda di limitare le riunioni a poche famiglie“. Inoltre, l’opportunità dovrebbe essere sfruttata per essere testati con tampone (impossibili da reperire su tutto il territorio)prima di ogni riunione privata.

Ci sono “indicazioni che le nuove varianti di virus non solo siano molto più contagiose, ma anche più letali“, sempre a detta del Consiglio federale e smentito dalla maggior parte degli studi clinici. Le nuove varianti sono ora responsabili di oltre l’80% delle infezioni in Svizzera, pertanto vi sarà da aspettare sicuramente parecchio prima delle prossime aperture

Al momento è molto probabile una terza ondata, ha affermato martedì Patrick Mathys, capo della sezione gestione delle crisi presso l’Ufficio federale della sanità pubblica (BAG). I numeri dei contagi pubblicati quotidianamente hanno confermato questa valutazione secondo Mathys.

Come ormai d’abitudine il Consiglio Federale ha preferito nel dubbio, non decidere, nel frattempo i problemi legati all’attuale situazione si stanno facendo sentire a tutti i livelli, moltissime le persone al limite della depressione, migliaia gli esercizi ed i negozi ormai ad un passo dalla chiusura, ma il CF continua con un politica bieca ed incomprensibile.

Ricordiamo ovviamente per chi lo avesse dimenticato che per le vacanze di Pasqua la maggior parte degli alberghi indicano il tutto esaurito e che 70000 frontalieri entrano quotidianamente dalle nostre frontiere senza il minimo controllo. Ma questa situazione ovviamente non interessa a nessuno!

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Svizzera Negozi aperti dal 1 marzo, ristoranti chiusi https://www.swissact.com/svizzera-negozi-aperti-dal-1-marzo-ristoranti-chiusi/ Wed, 24 Feb 2021 18:33:55 +0000 https://www.swissact.com/?p=2840 Sappiamo che molte persone non sono felici” questa è il pensiero del Consiglio federale, che imperterrito prosegue mantenendo la stessa linea delle scorse settimane, dimenticandosi che questa Pandemia non è destinata a finire a breve, ed invece di misure coercitive sarebbe necessario trovare un buon equilibrio e soprattutto darsi una mossa reale per migliorare la situazione vaccinale in stallo.

Il primo passo di allentamento arriverà il 1 ° marzo: i negozi potranno riaprire, 15 persone potranno incontrarsi di nuovo in privato. Come se oggi già non succedesse!
Ristoranti e Bar invece al momento rimangono chiusi, comprese le terrazze.

Il Consiglio federale vorrebbe uscire gradualmente dal blocco, ma non così rapidamente come richiedono i cittadini e le associazioni imprenditoriali. “La situazione epidemiologica resta fragile“, ha sottolineato il presidente dell’UDC Guy Parmelin davanti ai media. E così sarà ancora per mesi, le varianti del virus continueranno a diffondersi. “Questo ci preoccupa“, dice Parmelin. “Non possiamo ignorare questo sviluppo“.

Sappiamo che molte persone non sono felici”, afferma Parmelin. Allo stesso tempo, ha avvertito: “Le aperture che stiamo valutando comportano anche rischi“.

Ed ecco come appare la prima fase di apertura del 1 ° marzo:

Dal 1° marzo potranno riaprire tutti i negozi, compresi musei, sale di lettura e biblioteche. Inoltre, saranno nuovamente accessibili le strutture per il tempo libero e l’intrattenimento all’aperto, vale a dire impianti sportivi, zoo, giardini botanici e parchi di divertimento.
Pub Bar e Ristoranti comprese le terrazze restano invece chiusi!

Fino a 15 persone potranno incontrarsi privatamente all’aperto. Anche lo sport senza contatto fisico è possibile, ma solo all’aperto: ad esempio sui campi di calcio o negli stadi di atletica, con un massimo di 15 persone presenti. Gli eventi, tuttavia, rimangono vietati, compresi gli eventi organizzati da club o come assemblea generale.

Per i bambini e i giovani fino a 16 anni, sono già stai fatti degli allentamenti nello sport e nella cultura. Il Consiglio federale sta ora aumentando il limite di età a 20 anni (fino all’anno 2001 compreso) e ampliando le offerte sportive e culturali consentite.

Seconda fase di apertura il 22 marzo

Una seconda fase di apertura dovrebbe seguire il 22 marzo, invece del 1 ° aprile come originariamente proposto. Se la situazione lo consentirà. In questo modo il Consiglio federale pensa di soddisfare in qualche modo le esigenze dei cittadini e degli ambienti economici. Sbagliandosi.

Dopo che avrà consultato i Cantoni, il 19 marzo il Consiglio federale vorrebbe prendere una decisione definitiva sulle riaperture.

Si discuterà sull’apertura dei ristoranti e bar ma solo con terrazza esterna, sulle attività sportive e culturali al coperto anche per gli adulti. E aumenterà anche il limite per le riunioni inerenti la sfera privata. “La regola di 5 persone è molto dura“, ha detto il ministro della Salute di Alain Berset.

Non perdere più il controllo

Tuttavia, il Consiglio federale deciderà per la seconda fase di apertura a seconda dello sviluppo della pandemia, per la quale include diversi parametri di riferimento: il tasso di positività dovrebbe essere inferiore al 5%, il tasso di occupazione delle unità di terapia intensiva con pazienti Covid-19 inferiore a 250 posti letto e il numero medio di riproduzioni negli ultimi 7 giorni inferiore a 1. Inoltre, l’incidenza degli ultimi 14 giorni il 17 marzo, non dovrebbe essere superiore a quella del 1° marzo.

Il nostro obiettivo è aprire il più rapidamente possibile“, ha sottolineato ripetutamente Berset. Ma al momento i numeri non sono più in calo, la situazione resta instabile. “Stiamo correndo un rischio calcolato“. Ma molto dipenderà dal rispetto delle regole e dalla campagna di vaccinazione.

In pratica la situazione è molto incerta, il consiglio Federale sembra sempre più confuso, ma la vita deve continuare, non è possibile ipotecare una vita dignitosa con lo spauracchio continuo della Pandemia.

Il Consiglio federale continua ad essere ostinato e ignora la volontà dei Cantoni e delle commissioni parlamentari“, scrive l’UDC in una nota odierna.

A quanto pare neppure le 250’000 firme raccolte in pochissimo tempo hanno avuto esito positivo.

Cosa fare adesso? Aspettiamo le nuove decisioni del governo!

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Probabili allentamenti del Lockdown, vero o falso? https://www.swissact.com/probabili-allentamenti-del-lockdown-vero-o-falso/ Fri, 12 Feb 2021 17:58:58 +0000 https://www.swissact.com/?p=2763 È di oggi la notizia che il Consigliere federale Alain Berset ed il consiglio Federale potrebbero cedere a qualche allentamento.

Probabilmente questa motivazione è dettata dal fatto che in Svizzera in pochissimi giorni sono state raccolte oltre 226’000 firme che chiedono “La revoca dell’ordine di chiusura per ristoranti, bar, strutture ricreative e sportive che hanno allestito collaudati e funzionanti concetti di protezione”. Qui trovate il link per la raccolta firme, ora anche in lingua italiana.

Dal punto di vista mediatico e politico la situazione appare sempre molto tesa, con la maggior parte delle informazioni basate su possibili scenari futuri frutto esclusivo di proiezioni, tra l’altro per la maggior parte sino ad oggi sempre errate. La classe politica per paura di sbagliare, “sta sbagliando” imponendo al popolo misure che sono al limite della coercizione.

Non dimentichiamoci inoltre che a causa del lockdown, il debito dello Stato cresce di 6 milioni di franchi ogni ora, e che prima o poi questo debito andrà sanato, sicuramente dal popolo.

Parlando con molte persone in questi giorni il senso di disagio di depressione e di ansia si fa sentire a tutti i livelli, questo furto della nostra autonomia e della nostra libertà legati ad un’emergenza sanitaria, inizia a stancare. Tutti vediamo l’inutilità dei provvedimenti, o perlomeno la poca utilità di quelli messi attualmente in atto.

Tutta la ristorazione è ormai chiusa da quasi 2 mesi, ma a tutt’ora non esiste uno studio che provi in nessun modo, che l’apertura di queste attività sia anche in piccola parte responsabile della diffusione del Coronavirus.
Viene utilizzata la scusa: “se ristoranti e bar fossero aperti vi sarebbero molti più assembramenti”.
Sono le persone che creano assembramento non l’esercizio pubblico, andrebbe giustamente sanzionato chi non rispetta le regole e non tutta una classe di onesti lavoratori!

Tutto il micro artigianato e gli indipendenti sono estremamente penalizzati dall’attuale situazione, dove la maggior parte delle chiusure appare ridicola; un negozio di scarpe o di abbigliamento che rispetta perfettamente le regole, perché mai deve rimanere chiuso? Andrebbe autorizzato ad aprire anche solo per 1 o 2 clienti alla volta, senza creare problemi e disagi a nessuno, ed anche i centri fitness tanto importanti per poter mantenere un sano equilibrio mentale, dopo aver speso migliaia di franchi per garantire un’adeguata protezione, sono ancora inspiegabilmente chiusi. Si pensa però ad una prossima apertura dei musei e degli zoo. Incredibile!

Tengo a precisare che la prossima affermazione non ha nulla a che vedere con i frontalieri che ritengo certamente una parte importante e indispensabile della forza lavoro e dell’economia Svizzera.
Ma, vengono lasciate aperte fabbriche e negozi di alimentari, dove per la maggior parte gli impiegati sono lavoratori transfrontalieri, in tutta la Svizzera sono oltre 340’000 ed in Ticino oltre 70’000. (fonte Ufficio Federale di Statistica)
Questi lavoratori non sono vincolati dalle nostre regole e non hanno nessun genere di controllo alla frontiera, è stupefacente che nessuno abbia pensato, che potrebbero essere un problema per la salute, in quanto portatori involontari dell’epidemia? È intollerabile che il cittadino Svizzero non possa in alcun modo uscire nella vicina penisola se non armato di tampone e carta da bollo, ed i nostri vicini fino a qualche giorno fa potevano entrare quotidianamente senza nessuna difficoltà.

Durante l’ultimo anno sono solo le grandi catene alimentari Svizzere che hanno vergognosamente fatto i “Soldoni” fregandosene della situazione, aumentando i prezzi per avere margini impensabili.
È incomprensibile perché in un supermercato Coop ( fatturato 2020 – 30,2 miliardi), Migros (fatturato 2020 – 29.8 miliardi), Lidl o Aldi si possa entrare senza praticamente controllo sino ad oltre 100 persone e come invece nel negozio di scarpe non possa entrare neppure una persona, pur avendo il negozio una superficie di oltre 300m2.

Vorrei comprendere chi sia il genio della lampada che ha deciso cosa sia indispensabile e cosa non lo sia!
Si possono comprare i quotidiani ed i settimanali ma non i libri, é possibile acquistare calze ma non le ciabatte, posso comperare l’asse da stiro ma non il ferro da stiro, posso comperare i pannolini ma non i giocattoli per i bambini,  la lista di imbecillità è lunghissima e incomprensibile.

Ci stanno propinando un vaccino che nella realtà dei fatti non protegge come dicono, perché anche vaccinati possiamo veicolare il virus, sarebbe veramente bello sapere tutta la verità perché è ormai un anno che la politica sta decidendo per la nostra salute, per il nostro benessere e per il nostro lavoro.
Ma con scarsi risultati.

Vorremmo tutti un allentamento delle attuali misure restrittive, speriamo avvenga presto altrimenti avremo si un emergenza sanitaria ma non più legata al Covid-19 ma allo stato mentale delle persone ormai esauste, oltre ad un’emergenza economica mai vista in precedenza, specialmente in Svizzera.

 

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Nessun allentamento, probabilmente le restrizioni proseguiranno https://www.swissact.com/nessun-allentamento-probabilmente-le-restrizioni-proseguiranno/ Thu, 04 Feb 2021 07:12:56 +0000 https://www.swissact.com/?p=2631 Secondo il consigliere federale Alain BersetNon è realistico allentare le misure prima di fine febbraio” con queste parole il Berset fa capire la direzione del consiglio Federale, ignorando di fatto la richiesta del presidente dell’UDC Marco Chiesa il quale chiedeva un lieve allentamento delle restrizioni.

Benché le cifre dei contagi stiano notevolmente migliorando quotidianamente dice Berset l’incertezza legata ai nuovi ceppi mutati non permette nessun genere di allentamento, anzi: Berset ha chiaramente fatto capire che probabilmente le misure restrittive tuttora in atto potrebbero essere ulteriormente prolungate.

Alain Berset no ad allentamenti sul territorio Svizzero“Attualmente ha detto Berset siamo in una situazione simile a quella di inizio ottobre, con la differenza che le mutazioni inglese e sudafricana sono del 40-50% più contagiose” sembra inoltre che malgrado le restrizioni in alcuni Cantoni l’indice di riproduzione abbia già superato il fatidico 1 considerato zona di allerta, malgrado il lockdown stia minando in modo indiscutibile la vita quotidiana delle persone.

Con le dichiarazioni di Berset non è ovviamente d’accordo Marco Chiesa, il quale avrebbe voluto un minimo di allentamento, sempre con rigore e massimo rispetto delle regole e delle distanze sociali, “A mio parere si sta pesantemente sottovalutando l’impatto che il lockdown sta avendo sulla popolazione” dice Chiesa, che indipendentemente dal partito di appartenenza è appoggiato da molti cittadini.

In Svizzera ed in modo particolare in Ticino la popolazione è ampiamente divisa, c’è chi vorrebbe degli allentamenti per poter tornare pur con attenzione ad una vita quasi normale chi invece urla a gran voce per mantenere l’attuale situazione, se non inasprirla ulteriormente. Ci stiamo dimenticando che sicuramente il problema della Pandemia da Covid-19 non si risolverà in tempi brevi e che molto probabilmente dovremo conviverci per parecchio tempo, forse anni, pertanto un alleggerimento delle restrizioni potrebbe sicuramente giovare a tutta la popolazione, che inizia ad accusare in modo profondo l’attuale situazione.

Il consiglio Federale fortunatamente non ha preso in considerazione la richiesta del Consigliere di Stato Norman Gobbi che chiedeva ulteriori restrizioni ai confini, ma Gobbi, promette che tornerà alla carica: “Solleciteremo ancora il Consiglio federale per avere una risposta. Le misure messe in atto hanno permesso al Ticino di far calare i contagi, ma le persone iniziano a far fatica a rispettare le norme“.

É stata inoltre allargata dal consiglio Federale la cerchia di persone che avranno diritto alla vaccinazione gratuita tra queste: il personale diplomatico e sicuramente i frontalieri che lavorano nelle nostre strutture sanitarie. Il tutto con una spesa che si aggira intorno ai 3,5 milioni di franchi per 150.000 persone.

In pratica la situazione sta sfuggendo di mano e per evitare una terza ondata ormai si è in grado di applicare esclusivamente restrizioni, dimenticandosi che la popolazione è stanca, molto stanca, ed anche le piccole imprese del nostro paese sono ormai in affanno per la chiusura forzata, in prima linea i ristoranti che malgrado gli aiuti, molti non vedranno più la riapertura.

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Test di massa gratuiti, quarantena più breve, Multe sino a 200 Fr https://www.swissact.com/test-di-massa-gratuiti-quarantena-piu-breve-multe-sino-a-200-fr/ https://www.swissact.com/test-di-massa-gratuiti-quarantena-piu-breve-multe-sino-a-200-fr/#comments Wed, 27 Jan 2021 15:55:04 +0000 https://www.swissact.com/?p=2567 Il Consiglio federale informa sulle nuove misure anti Coronavirus

Test di massa gratuiti, quarantena più breve, Multe sui mezzi pubblici fino a 200 franchi.

In futuro chiunque entri da un paese a rischio dovrà mostrare un test negativo. Il Consiglio federale ha inoltre deciso di farsi carico dei costi dei test di massa e di reintrodurre le contravvenzioni.

Il Consiglio federale decide un nuovo regime di frontiera: chiunque entri da un paese a rischio deve superare un test negativo, in caso contrario l’entrata nel nostro paese è interdetta.

La quarantena può essere ridotta a soli 7 giorni se il risultato del test risulta negativo.

Più soldi per i casi difficili: il Consiglio federale raddoppierà il fondo monetario a 5 miliardi di franchi.

Test di massa gratuiti, quarantena più breve

Oggi il Consiglio federale ha deciso le ultime misure per combattere la crisi Covid-19: nuove regole ai posti di frontiera e fondi aggiuntivi per le imprese. “Non esistono soluzioni semplici”, ha sottolineato il presidente federale Guy Parmelin il Consiglio federale deve valutare con attenzione tutti i fattori per ogni misura intrapresa.

Lo si vede anche dalle decisioni prese oggi dal Consiglio federale. Prima di tutto con la nuova strategia di test: la Confederazione si farà carico dei costi dei test per le persone senza sintomi. Quindi, se i Cantoni decidono di testare regolarmente le case per anziani o le aziende, la Conf

ederazione pagherà il conto, non verranno invece pagati i tamponi a scopo personale. Altrimenti, come afferma il ministro della Salute Alain Berset, “i test saranno molto rapidi ma troppo costosi”.

I Cantoni potranno ordinare test
I Cantoni potranno con validi motivi richiedere dei test obbligatori, in caso di rifiuto sarà possibile incorrere in varie sanzioni. La Confederazione sottolinea che questa è una competenza Cantonale. L’obiettivo principale dei test a tappeto è quello di riuscire a contenere le fonti di infezione meglio e più velocemente, perché molte persone infette sono totalmente asintomatiche. Secondo Berset, è difficile stimare quanto costerà la nuova strategia di test, ma l’Ufficio federale della sanità pubblica ipotizza un costo fino a un miliardo di franchi.

5 miliardi di franchi per casi difficili
Anche per gli aiuti economici sono stati messi in gioco alcuni miliardi, in particolare per i casi di disagio. Come spiega il ministro delle finanze Ueli Maurer, i 2,5 miliardi di franchi approvati non saranno sufficienti. Il Consiglio federale ha chiesto al Parlamento di raddoppiarli a 5 miliardi.

Nessuno si pente delle scelte e del grandissimo esborso economico che la Svizzera ha attualmente, dice Maurer. Tuttavia, si stanno accumulando una montagna di debiti. “Abbiamo messo a disposizione 150 milioni di franchi al giorno: 100.000 franchi al minuto!

La quarantena può essere ridotta
Il Consiglio federale ha adottato nuove decisioni sul regime ai confini nazionali. Dall’8 febbraio chiunque viaggi in Svizzera da un paese a rischio deve mostrare un test negativo ed essere sottoposto al regime di quarantena. Ciò non si applica ai frontalieri. Le persone che arrivano in aereo da paesi che non fanno parte delle aree a rischio devono presentare esclusivamente un test negativo all’ingresso delle nostre frontiere. Il controllo avverrà all’imbarco sull’aereo.

Il Consiglio federale consente ora di abbreviare la quarantena, sia per i viaggiatori che per le persone che devono restare a casa dopo il contatto con persone infette. Chi risulta negativo, al settimo giorno potrà terminare la quarantena. In questa particolare situazione il governo federale non si assumerà alcun costo. Chi vorrà usufruire di questo vantaggio dovrà pagare il test in modo autonomo.

Fino a 200 franchi di multa
Il Consiglio federale ha reintrodotto le contravvenzioni. Chi viola le misure per prevenire la diffusione del coronavirus può essere punito con una multa da 50 a 200 franchi dal 1 ° febbraio, ad esempio, chi non indossa una mascherina alla fermata dell’autobus, sui mezzi pubblici o nelle stazioni ferroviarie verrà multato.

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