Le forti restrizioni imposte dal consiglio Federale alla lotta al coronavirus hanno colpito l’industria svizzera. La mancanza di ordini costringe le aziende a tagliare i costi, anche riducendo di molto il personale.
Un quarto delle piccole e medie imprese in Svizzera prevede di ridurre il personale. Lo dimostra un sondaggio dell’associazione industriale Swissmechanic, a cui hanno preso parte 300 aziende.
“La recessione dovuta al coronavirus ha raggiunto proporzioni storiche. Per sopravvivere, é necessario prendere decisioni difficili “, ha affermato Jürg Martin, Direttore di Swissmechanic.
Secondo Martin, gli industriali svizzeri si sono trovati di fronte a una mancanza di ordini. Il 62% delle PMI ha smesso di assumere per ridurre i costi. Due terzi delle imprese hanno introdotto un lavoro part-time.
In particolare, le aziende svizzere dei settori dell’ingegneria meccanica, elettronica e metallurgia non escludono che nel primo trimestre del 2021 il tasso di sottoccupazione possa raggiungere il 26%.
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Per correttezza va indicato che durante il mese di gennaio 2021 le imprese che hanno chiuso i battenti sono state 320, circa il 23% meno dello stesso periodo del 2020. Probabilmente il sostegno governativo ottenuto dalle aziende durante questo anno di coercizione ha sicuramente permesso a molte aziende di rimanere, almeno sulla carta, aperte.
Ed intanto il nostro consiglio di stato attua il passo “del Montanaro” speriamo che durante questa lunga salita sono siano molte le aziende a dover chiudere!